La sorveglianza dei confini esterni marittimi attraverso Frontex: La Commissione LIBE si oppone alla decisione della Commissione europea

La Commissione libertà civili, giustizia e affari interni (LIBE) si è opposta (12 a favore e 25 contro) alla Proposta per una decisone del Consiglio che integra il Codice Frontiere Schengen approvando la conseguente proposta per una soluzione nel contesto della cooperazione operazionale coordinata da Frontex.

L’Unione europea non ha una base legale che regola il controllo delle frontiere esterne marittime, le quali sono quindi regolate dal diritto internazionale. L’unico strumento che fornisce delle linee guida in rispetto alla sorveglianza dei confini esterni marittimi dell’area Schengen è il Codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (Codice Frontiere Schengen) (entrato in vigore il 13 ottobre 2006).

Il Codice Frontiere Schengen non include un regolamento completo sul controllo delle frontiere marittime e questo crea molti problemi quando gli Stati membri sono coinvolti in operazioni via mare e soprattutto quando si tratta di portare avanti operazioni di salvataggio.

Quindi, il novembre scorso la Commissione ha suggerito di integrare il Codice Frontiere Schengen con le norme internazionali applicabili nel contesto del salvataggio via mare e lo sbarco degli individui nei porti sicuri. Al fine di garantire un trattamento giusto e equo a livello europeo durante tali operazioni, il coordinamento dovrebbe essere svolto da Frontex.

La base legale

La Commissione europea ha presentato e modificato il testo sotto forma di una proposta per una decisione del Consiglio che integra il Codice Frontiere Schengen in relazione alla sorveglianza delle frontiere esterne marittime coordinate da Frontex in base all’Articolo 5 a (4) (a) Decisione del Consiglio 1999/468/EC (comitologia).

Questa interpretazione permette una procedura legislativa più veloce rispetto a quella che dovrebbe essere seguita nel caso in cui tali cambiamenti modifichino in modo sostanziale il contenuto del Codice Frontiere Schengen.

Il Consiglio europeo ha seguito tale procedura approvando a maggioranza qualificata il 25 gennaio 2010 (con l’astensione di Malta e Italia), il progetto di decisione dividendolo in due parti:

1) regole per operazioni via mare coordinate dall’agenzia e

2) linee guida per la ricerca e salvataggio e sbarco nel contesto delle operazioni coordinate da Frontex.

Tale progetto è stato poi sottoposto al vaglio del Parlamento europeo, in particolare alla Commissione LIBE.

La risposta della LIBE

Base legale sbagliata

La maggioranza dei membri della LIBE ritiene che i cambiamenti apportati dalla Commissione modificano in modo sostanziale il contenuto del Codice Schengen e perciò la base legale del progetto di decisione non è corretta.

Il servizio giuridico del Parlamento europeo ha rilasciato una sua opinione a riguardo il 4 marzo 2010 concludendo che:

a) le misure proposte eccedono lo scopo dell’articolo 12(5) del Codice Schengen dato che non costituiscono “misure addizionali che governano il controllo (delle frontiere)” in generale. Bensì esse fanno riferimento a regole specifiche sul rafforzamento delle frontiere e /o rifiuto di ingresso alle frontiere esterne marittime, la cui adozione è limitata dalla legislazione in base all’articolo 18 del Codice Schengen. Le stesse conclusioni possono essere applicate mutatis mutandis al progetto relativo alle misure di ricerca, salvataggio e sbarco (traduzione non ufficiale);

b) gli obiettivi presentati dalla proposta della Commissione possono essere raggiunti solo attraverso l’adozione di uno strumento legislativo o attraverso l’emendamento del Codice Schengen o degli allegati.

In base alla maggioranza dei membri della LIBE, accettare tale progetto di decisione stabilirebbe un precedente pericoloso sulla base del quale la Commissione europea potrebbe in futuro presentare misure che eccedono i propri poteri.

Misure non vincolanti

Tale posizione non rappresenta un’opinione contraria sul contenuto e obiettivo della proposta. Al contrario. I membri della LIBE, considerano fondamentale la creazione di misure che regolino l’assistenza e il salvataggio in mare.

Quello che hanno contestato è il valore non vincolante delle linee guida, considerando come necessaria l’introduzione di una proposta legislativa con valore vincolante, o:

attraverso emendamenti alla

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio che istituisce un’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (Frontex)

o attraverso la emendamenti al Codice Schengen o indie attraverso una nuova proposta.

La risposta della Commissione

La base legale è corretta

Di fronte a tale premesse il Commissario Cecilia Malmström ha inviato una lettera alla Commissione LIBE ribadendo che tale progetto d decisione rientra a pieno nei poteri conferiti alla Commissione in base all’articolo 12(5) del Codice Schengen e che l’opinione del servizio giuridico del Parlamento europeo si basa sull’incomprensione della distinzione tra controllo di frontiera e vigilanza di frontiera.

La lettera spiega che lo scopo dell’iniziativa si limita allo stabilimento di regole che riguardano la condotta della sorveglianza delle frontiere nel contesto delle operazioni coordinate da Frontex,  perciò la proposta di decisione è in linea con l’articolo 12 (5) che infatti prevede la possibilità di introdurre misure  sulla base della comitologia.

Inoltre, durante il dibatto, la Commissione ha sottolineato che l’unica entità competente a decidere sulla correttezza della base legale è la Corte europea di giustizia mentre il ruolo del Parlamento è quello di prendere delle decisioni sulla base della valutazione politica.

Le linee guida hanno una natura vincolante

La Commissione europea ha anche sottolineato che il principio di non-refoulement è pienamente applicabile dato che le linee guida hanno valore vincolante.

Una minoranza dei Membri della LIBE a sostegno della proposta della Commissione, incluso il relatore (che si è ritirato da questa nomina) ha presentato una diversa argomentazione a supporto della posizione della Commissione.  E’ stato sottolineato che tale approvazione non creerà nessun tipo di precedente e che rifiutando tale proposta il Parlamento da maggior valore ad un aspetto tecnico di tipo legale invece che a quello umanitario. Parafrasando le parole del relatore Cashman, tale decisione avrebbe permesso l’approvazione rapida di misure che avrebbero obbligato gli Stati membri a sottostare a regole di assistenza e salvataggio quando coinvolti in operazioni di sorveglianza in mare.

Conclusione

La mozione di risoluzione del Parlamento non ha raggiunto la maggioranza necessaria in plenaria.

Tali proposte potrebbero ora far parte del dibattito sulla modifica del mandato Frontex al momento in fase di negoziazione al Consiglio europeo.

LB

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